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Disoccupazione record per i giovani veneti, servono soluzioni vere
di Matteo Benedetti

Guardatevi a destra, poi a sinistra. Ecco, se non siete voi, almeno una delle due persone che vi stanno vicine probabilmente è disoccupato. Questo è il dato che emerge dall'ultima ricerca Istat. Un giovane su tre è disoccupato. Il 30 percento dei giovani italiani in età lavorativa non ha un'occupazione. Se tale dato poteva aspettarsi in qualche regione che tradizionalmente si considerano a più alto tasso di disoccupazione purtroppo i risultati contenuti nella settima edizione dell’Osservatorio sull’occupazione italiana nella piccola impresa veneta, realizzato dalla Fondazione Leone Moressa, ci conferma che cosi non è.

Anche nel ricco nord-est, infatti, mentre diminuisce la possibilità di trovare un’occupazione stabile, aumenta il rischio di perdere il lavoro. Metà dei disoccupati è rappresentata da giovani: e tra essi il 38,8% ha perso il lavoro nell’ultimo anno a causa della crisi.

E in tutta questa situazione il governatore Zaia si preoccupa di consigliare ai giovani veneti di fare medicina "perchè tra un po' i medici mancheranno più dei preti", dimenticando che gli accessi sono rigidamente studiati sul presunto fabbisogno. Altro punto che Zaia identifica come "problematico" è la ricerca della "laurea ad ogni costo". Anche qui spiace dover ricordare a Zaia che l’Italia è al penultimo posto in Europa per quanto riguarda il livello degli studi dei giovani tra i 24 e i 32 anni.



Proprio la scarsa qualificazione delle nuove classi dirigenti è da considerare come il principale elemento di debolezza strutturale della nostra economia. Senza dire che proprio il Veneto ha offerto negli ultimi decenni l’esempio di un sistema produttivo capace di performances molto elevate grazie all’alto contenuto tecnologico del sistema delle piccole e medie imprese. E che sempre in Veneto possiamo assistere al fenomeno contrario, dove le nuove leve non sono in grado di portare avanti l'azienda di famiglia per scarsa capacità di penetrazione nei nuovi mercati e alla scarsa presenza di una classe di lavoratori in grado di rispondere alle necessità di un mercato sempre più esigente, e che rischia invece di regredire a livelli inadeguati rispetto alle esigenze della competizione globale.

“A Zaia vorremo dire” dichiara Matteo Benedetti responsabile lavoro Veneto dei Giovani Democratici “che le ricette del nostro governatore sono a dir poco fuori sincrono rispetto alla realtà imprenditoriale veneta: vorremmo avere proposte più concrete e di immediata realizzazione a partire dalla bozza PD presentata in consiglio regionale”


Matteo Benedetti
Esecutivo GD Veneto
Responsabile Lavoro GD Verona

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