Ancora una volta sulla nostra pelle:
NESSUNA PROSPETTIVA PER I GIOVANI NELLA MANOVRA VARATA AL SENATO di Antonio Bressa
La disoccupazione giovanile è al 29,5%.
Il 79% dei posti di lavoro persi nell'ultimo periodo riguardano giovani tra i 18 e i 29 anni.
In Italia ci sono 2 milioni di giovani che non studiano, non lavorano e non cercano neppure lavoro.
Secondo i test Pisa dell’OCSE quasi un terzo dei giovani italiani non sa procurarsi informazioni da un testo scritto, capirne la logica interna e metterlo in relazione con le nozioni che già possiede.
Non c'è quasi più ascensore sociale, chi nasce nella parte bassa della scala sociale ha una elevata probabilità di restarvi.
La produttività del lavoro negli ultimi 10 anni è cresciuta del 3% rispetto ad una media dell'area euro di 14 punti.
Durante il governo Berlusconi l’Italia ha perso 21 posizioni nella classifica mondiale della competitività del World Economic Forum.
Non sono sicuramente queste le migliori premesse per immaginare un futuro radioso di chi si appresta oggi a costruire il proprio progetto di vita.
Le occasioni per cambiare rotta però esistono, e la manovra finanziaria che il Senato ha oggi approvato era una di queste. Di fronte a questi dati oggettivi sarebbe stato necessario creare una progettualità di crescita e competitività del paese in grado di ridare fiducia e speranza alle giovani generazioni, oggi strette da condizioni di precariato e disillusione nei confronti del futuro. La manovra finanziaria doveva e poteva essere un occasione per rilanciare questi temi ed affrontare le urgenti riforme strutturali di cui il paese ha bisogno. Dobbiamo invece oggi constatare il varo di una legge finanziaria assolutamente priva di prospettiva che non ha minimamente saputo muoversi nella direzione di un paese migliore, più giusto e competitivo.
Dobbiamo essere consci di questo! Dobbiamo anche essere consci che però le proposte sul tavolo esistono! Il Partito Democratico le ha fatte e le farà: dalla riforma del welfare e dei contratti di lavoro ad un nuovo patto fiscale con gli italiani che aiuti famiglie e imprese, dalle proposte di liberalizzazione ancora inattuate alla riduzione degli sprechi nella spesa pubblica, per non dimenticare le grandi possibilità di investimento sulla green economy. Esiste un piano di rilancio per la crescita del paese ed il coraggio di affrontarlo.
Oggi però il Governo non ha voluto ascoltare queste proposte e rispondere in merito all’opposizione; noi Giovani Democratici Veneti non possiamo che constatare un mantenimento dello status quo, un ennesima chiusura di fronte alle speranze delle nuove generazioni, una mancanza di prospettiva per lo sviluppo futuro del paese.
Niente dovrà però limitare la nostra devozione, il nostro entusiasmo, il costante lavoro di studio delle proposte migliori per il paese e per i nostri coetanei, il nostro impegno e quello del partito rimane sempre lo stesso: PREPARE GIORNI MIGLIORI PER L’ITALIA.
Antonio Bressa Vicesegretario GD Veneto - Responsabile Economia e Attività Produttive |