Ancora una volta sulla nostra pelle. di Filippo Silvestri
Ancora una volta la nostra Generazione è chiamata a subire i danni e le onerose ipoteche sul futuro della manovra Tremonti. I tagli agli enti locali e quindi di riflesso i servizi alle “fasce deboli” tra cui stanno anche e soprattutto i giovani, precari, lavoratori e studenti, ma anche i giovani imprenditori che usufruiscono di finanziamenti regionali o provinciali per l’impresa, saranno colpiti. Indirettamente sarà colpito anche il diritto allo studio, i tagli al trasporto pubblico renderanno per i milioni di studenti pendolari molto più costoso accedere all’istruzione, e di conseguenza al lavoro e quindi alla piena realizzazione di sé e della propria libertà.
Ancora una volta questo governo ha sacrificato sull’altare della sopravvivenza e sulle macerie del Berlusconismo, il cui lezzo di malaffare e collateralismo è ormai diventato un tanfo asfissiante, la nostra Generazione, e con questa il Futuro del Paese. Oggi, e forse ancora di più domani, il tema vero per qualificare una democrazia sarà il tema dell’accesso, volendo cogliere con una sola parola l’accesso all’istruzione, l’accesso alla cultura, l’accesso al lavoro, l’accesso all’informazione e alle scelte, l’accesso ai diritti, l’accesso alla libertà, alla realizzazione e addirittura l’accesso all’età adulta, alla famiglia e all’indipendenza. Ovvero come un Paese garantisce ad ogni cittadino la possibilità di poter pienamente completare e realizzare la propria persona. Il tema dell’accesso, se non guardato con miopia, la stessa miopia di questo governo che legge la società per poteri e ceti contrapposti e in conflitto (nord contro sud, giovani contro vecchi, ricchi contro poveri), è il tema di come democratizzare la democrazia italiana accompagnandola verso una nuova frontiera quella della democrazia deliberativa, è un tema che può qualificare una politica di un partito di un partito di centrosinistra nato per cambiare il Paese.
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L'idea che l'IRPEF rimanga ai Comuni è dei Sindaci non di Bossi di Alessandro Zaffonato
"E' paradossale che dopo anni in cui il Partito Democratico sostiene e rafforza la proposta del movimento dei Sindaci del nord che chiedono che l'IRPEF rimanga nelle casse comunali, Bossi faccia propria la proposta che più volte in sede romana ha contrastato", dichiara Alessandro Zaffonato, responsabile comunicazione dei giovani democratici veneti, e prosegue, "dopo mesi in cui, con l'attuale Governo, non è riuscito a costruire una proposta valida per il federalismo è costretto a riproporre quello che i nostri Sindaci hanno chiesto scendendo più volte a Roma e che, come centrosinistra, abbiamo sempre sostenuto. Mi chiedo inoltre se Bossi avrà il coraggio di espellere dalla Lega Calderoli, che ha subito corretto il tiro dopo la sparata del suo capo, visto che pochi giorni fa ha dichiarato che chi non è d'accordo con lui verrà immediatamente espulso dal partito."

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Disoccupazione record per i giovani veneti, servono soluzioni vere di Matteo Benedetti
Guardatevi a destra, poi a sinistra. Ecco, se non siete voi, almeno una delle due persone che vi stanno vicine probabilmente è disoccupato. Questo è il dato che emerge dall'ultima ricerca Istat. Un giovane su tre è disoccupato. Il 30 percento dei giovani italiani in età lavorativa non ha un'occupazione. Se tale dato poteva aspettarsi in qualche regione che tradizionalmente si considerano a più alto tasso di disoccupazione purtroppo i risultati contenuti nella settima edizione dell’Osservatorio sull’occupazione italiana nella piccola impresa veneta, realizzato dalla Fondazione Leone Moressa, ci conferma che cosi non è.
Anche nel ricco nord-est, infatti, mentre diminuisce la possibilità di trovare un’occupazione stabile, aumenta il rischio di perdere il lavoro. Metà dei disoccupati è rappresentata da giovani: e tra essi il 38,8% ha perso il lavoro nell’ultimo anno a causa della crisi.
E in tutta questa situazione il governatore Zaia si preoccupa di consigliare ai giovani veneti di fare medicina "perchè tra un po' i medici mancheranno più dei preti", dimenticando che gli accessi sono rigidamente studiati sul presunto fabbisogno. Altro punto che Zaia identifica come "problematico" è la ricerca della "laurea ad ogni costo". Anche qui spiace dover ricordare a Zaia che l’Italia è al penultimo posto in Europa per quanto riguarda il livello degli studi dei giovani tra i 24 e i 32 anni.
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